Le modifiche introdotte sul processo di gestione dei gas fluorati F-Gas con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2024/573 l’11 marzo 2024 avranno un certo impatto anche sul settore della refrigerazione industriale.
L’obiettivo della normativa è quello di ridurre progressivamente l’impatto ambientale di questa tipologia di gas facenti parte della categoria di quelli ad alto potenziale di riscaldamento globale (GWP), favorendo l’uso di alternative sostenibili.
Analizziamo di seguito:
- le date da ricordare relative ai divieti di utilizzo dei gas fluorati nei settori interessati dalla normativa;
- gli obblighi sulle informazioni da inserire sulle etichette;
- gli obblighi di certificazione delle aziende che svolgono attività che prevedono l’uso di macchinari contenenti F-Gas;
- le regole per quanto riguarda l’attività di export verso Paesi che non appartengono all’Unione Europea;
- le implicazioni dirette sul settore della refrigerazione industriale.
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Divieto utilizzo F-Gas: quali sono le date ricordare
Il divieto di utilizzo dei gas fluorati si estenderà nei settori interessati progressivamente.
A partire dal 1 gennaio di quest’anno è vietato l’uso di F-Gas con un GWP uguale o maggiore di 2500 per macchinari ed apparecchiature di refrigerazione: è importante ricordare che fino al 2030 è possibile utilizzare questi gas a patto che siano rigenerati o riciclati.
Dal 1 gennaio 2026 il divieto si estenderà alle apparecchiature di condizionamento d’aria e alle pompe di calore: anche in questo caso l’uso dei gas fluorati è consentito fino al 2032, a patto che possiedano l’etichetta riciclato o rigenerato.
Dal 1 gennaio 2032 non potranno più essere impiegati nelle operazioni di manutenzione di apparecchiature di refrigerazione F-Gas con un GWP uguale o superiore a 750; non rientrano nel divieto i chiller industriali e, come prima, l’uso è consentito solo in presenza di gas fluorati rigenerati o riciclati.
⇒ Leggi l’articolo sulle caratteristiche principali della Dichiarazione F-Gas
Quali sono gli obblighi informativi sulle etichette
Dal 1 gennaio di quest’anno sui prodotti e sulle apparecchiature che contengono gas fluorati è obbligatorio riportare la seguente dicitura: contiene gas fluorati a effetto serra, specificando la quantità in grammi o chilogrammi e l’equivalente in tonnellate di anidride carbonica.
I valori di riferimento sono quelli di GWP presenti nei primi tre allegati del Regolamento UE 2024/573.
Quali sono gli obblighi di certificazione per le aziende
Gli obblighi di certificazione sono estesi alle persone fisiche e alle imprese che si occupano dell’installazione, manutenzione, assistenza, riparazione, controllo delle perdite e smantellamento di apparecchiature contenenti F-Gas.
Questo include anche le apparecchiature mobili, come unità di refrigerazione di veicoli leggeri frigoriferi, container intermodali e vagoni ferroviari.
Import ed Export secondo il Regolamento UE 2024/573
Dal 3 marzo è diventata obbligatoria l’interconnessione tra il portale F-Gas e lo sportello unico UE per le Dogane.
L’immissione in libera pratica e la gestione dei regimi di importazione ed esportazione dei prodotti contenenti questi gas diventa molto più semplice.
È importante ricordare che dal 12 marzo non è possibile esportare nei Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea prodotti e sistemi di refrigerazione che contengono gas fluorati con un GWP maggiore di 1000 nel caso in cui il limite in Europa sia pari a 150.
L’obiettivo di questa misura è uniformare le normative ambientali e prevenire la diffusione di apparecchiature e prodotti che inquinano in mercati dove le regole sono meno ferree.
Come funzionano i finanziamenti per il recupero dei gas fluorati
Come accade per i rifiuti RAEE, ovvero le apparecchiature elettroniche ed elettriche, sono previsti finanziamenti per coloro che recuperano/riciclano/rigenerano/distruggono i gas fluorati derivanti da apparecchiature immesse sul mercato dopo la data de 11 marzo 2024.
Quali sono le implicazioni per il settore della refrigerazione industriale
In seguito all’entrata in vigore del nuovo Regolamento al settore della refrigerazione industriale, viene richiesto:
- Adeguamento Tecnologico: Le imprese dovranno adottare tecnologie alternative con GWP inferiore, come refrigeranti naturali o soluzioni a basso impatto ambientale.
- Formazione del Personale: Sarà necessario formare il personale tecnico per garantire la conformità alle nuove normative e l’uso sicuro dei nuovi refrigeranti.
- Investimenti in Infrastrutture: Le aziende dovranno investire in nuove apparecchiature e infrastrutture per adeguarsi ai requisiti normativi.
Il Regolamento (UE) 2024/573 rappresenta dunque un passo significativo verso la riduzione dell’impatto ambientale dei gas fluorurati.
Le imprese del settore della refrigerazione industriale devono pertanto prepararsi a queste trasformazioni, adottando misure proattive per garantire la conformità normativa e contribuire alla sostenibilità ambientale.